17 Giugno 2024, 23:06
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AgriUmbria, il polo nazionale delle carni italiane

di Annarita Cacciamani
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Il presidente di UmbriaFiere Stefano Ansideri: “Lavoriamo per diventare collettore e raccordo tra le varie parti della filiera”

 

Agriumbria, manifestazione che si svolge ogni anno a Bastia Umbra (in provincia di Perugia), è una delle principali fiere dedicate al mondo dell’agricoltura in Italia. Con il passare del tempo, è diventata sempre più un momento di incontro e confronto tra i vari attori della filiera del settore delle carni. In Italia, tra l’altro, secondo i dati di Assocarni, il comparto carni coinvolge 230mila addetti in oltre 135mila aziende e rappresenta più del 4% del fatturato dell’agroalimentare, per un valore di oltre 6 miliardi di euro. 

L’ultima edizione della fiera è stata anche l’occasione per analizzare i dati dell’Osservatorio nazionale sul consumo di carni: è emerso che si mangia meno carne, ma di qualità e con attenzione sempre crescente alla salute. Quindi se diminuisce il volume dei consumi, aumenta il valore. Come ha affermato Assocarni, infatti, in Italia la qualità delle carni trasformate è ben diversa dalle produzioni nord-europee, e gli allevamenti italiani producono carni più magre e di migliore qualità rispetto a quelle degli allevamenti di altri Paesi. MeatStars ha parlato anche di questo aspetto con il presidente di UmbriaFiere, Stefano Ansideri.

Agriumbria

Cos’è Agriumbria e cosa la distingue dalle altre fiere?

Agriumbria è l’appuntamento annuale con il mondo dell’agricoltura, rappresentato in ogni sua declinazione e specializzazione, tra tradizione e innovazione, tra emozione e spettacolo: unica nel suo genere.

La manifestazione è un punto di riferimento anche per gli operatori della filiera delle carni?

 Sicuramente, non a caso Agriumbria è stata insignita del titolo di Polo nazionale delle carni italiane e questo la dice lunga sulla considerazione di cui gode da parte delle associazioni degli allevatori. Si sta lavorando per creare il legittimo e indispensabile raccordo con la fase più “saporita”, quella della degustazione. Agriumbria è anche sede dell’Osservatorio nazionale sul consumo delle carni.  

Quali sono gli obiettivi dell’edizione 2024 della fiera?

“Orientati al futuro” è lo slogan della 55^ edizione, in programma ad aprile 2024, per il quale, oltre a riproporre le eccellenze territoriali e nazionali, si cercherà di indirizzare le attività agricole verso orizzonti che tengano conto delle strategie che il mondo scientifico e tecnico offre in modo continuo, a iniziare dalle buone pratiche per il miglior utilizzo della risorsa acqua, sino alla produzione di energia solare affiancata, o meglio, sovrastante, le diverse colture. 

Quali sono le sfide che l’agroalimentare e il settore carni in particolare dovranno affrontare in futuro?

Senza dubbio quelle riferite alla sostenibilità in termini di rispetto della natura e uso consapevole delle risorse, non infinite, che la stessa mette a disposizione.

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Quale ruolo giocheranno nel prossimo futuro la tecnologia e l’innovazione nell’industria alimentare?

Un ruolo fondamentale per la piena conservazione delle caratteristiche organolettiche dei vari prodotti, con particolare attenzione anche alla parte che riguarda il confezionamento e la distribuzione. È d’obbligo non prendere in considerazione alcun tratto che possa riguardare il “cibo sintetico”. Non vogliamo essere innovatori fino a questo punto.

 

Annarita Cacciamani

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