17 Giugno 2024, 22:53
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Cereal Docks: focus su sicurezza alimentare e sostenibilità nell’industria mangimistica

di Elisa Marasca
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Enrico Zavaglia, Purchasing Raw Material & Sales Dept Manager Cereal Docks, rivela le strategie dell’azienda per garantire la continuità delle forniture, affrontare le sfide della sostenibilità e soddisfare le crescenti esigenze di tracciabilità nel settore dei mangimi.

 

Cereal Docks è tra i principali player europei e italiani nella trasformazione della soia per applicazioni mangimistiche e nella fornitura di mais per uso zootecnico e il pet food. L’azienda, grazie ai suoi 7 impianti di lavorazione e stoccaggio, distribuisce lungo le filiere zootecniche (pollo, suino, latte bovino, ecc.) farine proteiche, cereali, oli e altri ingredienti utilizzati per produrre il cibo che ogni giorno finisce sulle tavole di circa 12 milioni di Italiani (stime interne) e di molti altri consumatori di prodotti Made in Italy in Europa e nel mondo. Tutti i prodotti derivano da semi trasformati negli impianti di Cereal Docks, come ci racconta Enrico Zavaglia, Purchasing Raw Material & Sales Dept Manager.

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Enrico Zavaglia, Purchasing Raw Material & Sales Dept Manager

Quali sono le sfide di Cereal Docks rivolte al comparto della mangimistica? 

La sfida principale in questo contesto è rappresentata dalla necessità di garantire la continuità delle forniture, in modo che i mangimisti possano essere sempre sicuri di avere a disposizione i principali ingredienti che occorrono per comporre il mangime anche in caso di shock esogeni come la recente pandemia o l’invasione dell’Ucraina. Per farlo, Cereal Docks ha puntato sulla diversificazione geografica delle forniture, sulla logistica (un terzo degli approvvigionamenti via nave, un terzo via treno, un terzo via gomma) e intermodale, che consente di ridurre i colli di bottiglia e sull’aumento della propria capacità di stoccaggio. Insieme a questa necessità, un’altra sfida importante è quella della sostenibilità, cioè di produrre alimenti con un impatto ridotto sull’ecosistema e sull’emissione di gas clima alteranti. Anche su questo tema Cereal Docks è impegnata da anni, ed è già oggi in grado di produrre una parte dei propri prodotti con energia ottenuta senza utilizzo di combustibili fossili, contribuendo notevolmente alla riduzione delle emissioni di CO2 grazie alle energie rinnovabili. Non è banale in questo settore, perché i processi di estrazione e lavorazione che utilizziamo per i nostri prodotti sono altamente energivori. Tuttavia, grazie agli investimenti fatti in questi anni, l’azienda si è saputa muovere con lungimiranza e oggi si trova in una posizione d’avanguardia.

Infine, terzo elemento fondamentale del nostro lavoro sono la qualità e la sicurezza alimentare, che l’azienda garantisce grazie ad un rigoroso sistema di certificazioni di prodotto e di processo di terza parte e al programma di audit interne. Tutto il Gruppo adotta un sistema di gestione della sicurezza alimentare integrato basato su principi del certificato HACCP (in italiano Analisi dei Rischi e Controllo dei Punti Critici), in accordo con gli standard di sicurezza alimentare internazionali FSSC 22000, GMP+ FSA e GTP, mentre le funzioni di controllo e assicurazione qualità del Gruppo sono presidiate dal nostro laboratorio interno altamente specializzato, Cereal Docks Group Lab.

Quali sono le richieste dei clienti di questo comparto?  

Oltre alle richieste fondamentali di un corretto mix proteico e di un giusto equilibrio tra qualità e prezzo, i nostri clienti sono anche molto esigenti in termini di qualità del prodotto e di sicurezza alimentare. Non solo, anche logistica e servizi post-vendita stanno diventando elementi sempre più importanti per il mercato. Negli ultimi due anni, tuttavia, abbiamo anche assistito ad una parziale retromarcia del mercato rispetto alle richieste di sostenibilità delle materie prime, principalmente a causa della corsa dei prezzi delle materie prime agricole del 2022 che, erodendo il margine dell’industria trasformatrice, la ha spinte a ridurre la richiesta di materiale a maggior valore aggiunto. Ciononostante, siamo convinti che il mercato tornerà presto, e in parte lo sta già facendo, a premiare tracciabilità e sostenibilità. Il nostro impegno per la garanzia della tracciabilità delle materie prime riguarda, oltre alle filiere italiane riconosciute dal marchio Sistema Green, anche le filiere estere, grazie all’adesione a diversi schemi di certificazione e protocolli. Inoltre, nel 2019, Cereal Docks è stata la prima azienda europea del settore a ottenere la certificazione RTRS (Round Table for Responsible Soy), cioè uno schema che assicura che i semi di soia provenienti dal Sud America siano originati in aree non deforestate con l’implementazione di buone pratiche agricole e condizioni di lavoro eque.

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Quanto è importante il mangime per ottenere una carne di qualità? 

L’alimentazione controllata, equilibrata e di qualità, il benessere animale e la corretta gestione sanitaria rappresentano condizioni indispensabili per ottenere carni di qualità. Cereal Docks, in quanto fornitore di ingredienti molto importanti nelle formulazioni mangimistiche, si impegna per assicurare qualità, sicurezza, tracciabilità delle sue farine, dei cereali, degli oli e delle lecitine zootecniche. Per raggiungere questi obiettivi il ruolo dell’agricoltura è fondamentale, soprattutto in un Paese come il nostro, deficitario di oltre il 50% del fabbisogno di materie prime agricole. Sappiamo che i prodotti alimentari Made in Italy sono in forte crescita sui mercati internazionali: l’agroalimentare è la prima industria manifatturiera del Paese, ma per sostenere questo sviluppo è necessario rafforzare e valorizzare le filiere agricole nazionali dei seminativi che rappresentano il primo, indispensabile anello della catena del valore.

La vostra azienda si occupa di supply e trading di materie prime: qual è l’andamento del settore a livello internazionale? 

Pensavamo che, con le vicende della guerra dei dazi, della pandemia e del conflitto Russia Ucraina, avessimo visto tutto sui mercati negli ultimi quattro anni. Invece, stiamo ancora percorrendo una zona inesplorata. Dopo anni di montagne russe e di oscillazioni dei prezzi delle materie prime agricole ma anche energetiche mai viste prima, negli ultimi sei mesi del 2023 siamo velocemente tornati a bassi prezzi delle materie prime e dell’energia, che hanno toccato addirittura livelli che non si osservavano da prima della guerra in Ucraina e addirittura da prima dell’inizio della pandemia. Le produzioni mondiali sono attese in aumento e i problemi logistici dovuti all’invasione russa dell’Ucraina hanno trovato nuovi equilibri. Quello che abbiamo di fronte sarà probabilmente un periodo di relativa stabilità dei prezzi ai livelli attuali con possibili ulteriori ribassi, soprattutto nel comparto della farina di estrazione di soia.

 

Elisa Marasca

Phoyo cover: Pexels / icon0com

 

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